Il traguardo più importante che ho raggiunto è quello di aver riportato i giovani alla lettura- Anna Maria Risi


Questa intervista è sponsorizzata da Streetlib, la migliore piattaforma per scrivere, pubblicare e vendere il tuo libro online.


L’ospite di questa puntata di Periscritto è Anna Maria Risi una scrittrice che ha deciso di fare il grande passo e cominciare a raccontare le sue storie dopo che ha compiuto 50 anni. Attualmente lavora in un liceo ma spinta dalla sua grande passione per la scrittura,  ha già pubblicato 7 libri attraverso la piattaforma di self publishing ilmiolibro.it .

Dopo il suo esordio nel 2012 con il libroIllusione e disinganno” che è un’antologia di racconti brevi, nel 2013 pubblica “Un seme d’inverno” un libro che riscuote un ottimo successo  e che le è valso  un riconoscimento importante e cioè la selezione per la seconda “Rassegna Nazionale di Narrativa” organizzata dal Ministero dei Beni Culturali. Ma dove nascono le storie che Anna Maria Risi racconta attraverso i suoi libri?

Le mie sono tutte storie di vita vera che sono quelle più profonde e che lasciano messaggi e insegnamenti importanti. In “Un seme d’inverno” per esempio c’è la storia di vita, triste e drammatica, di mia madre e che è stata letta da centinaia di persone anche all’estero. Un libro che avevo scritto interamente a mano sulla carta ma poi, quando l’ho riletto, ho capito che non corrispondeva a ciò che io volevo veramente così l’ho stracciato e riscritto  usando per la prima volta il computer. Posso dire che grazie a questo libro è nata la vera  Anna Risi e una narrativa moderna.

I libri che Anna Maria Risi ha scritto fino ad oggi e che sono tutti autopubblicati sono fortemente sostenuti dai tanti lettori che visitano la pagina a lei dedicata sul sito www.ilmiolibro.it e dalla quale si possono leggere tutte le recensioni che sono state scritte e che dimostrano un grande sostegno e attaccamento nei suoi confronti da parte del suo pubblico. Inoltre Anna è sostenuta con grande entusiasmo anche da un altro pubblico importante e cioè quello costituito dagli studenti del liceo nel quale lavora.

I ragazzi del mio liceo sono straordinari e sono i miei critici letterari preferiti. Loro fanno le recensioni dei miei libri ma anche di molti altri e poi organizzano delle conferenze nell’auditorium della scuola per parlarne tutti assieme. Il traguardo più importante che ho raggiunto nella mia vita è quello di aver riportato i giovani alla lettura.

Al termine dell’intervista ho chiesto ad Anna Risi un consiglio da dare a tutte quelle persone che hanno il desiderio di scrivere un libro ma che non lo fanno perché sono bloccate dalle insicurezze e dalle paure e per scoprire che cosa mi ha risposto Anna vi consiglio di ascoltare questa puntata.

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Lo studio semantico aiuta l’ottimizzazione dei contenuti di un libro


Questa puntata è sponsorizzata da Streetlib, la migliore piattaforma per scrivere, pubblicare e vendere il tuo libro online.


Avete mai sentito parlare dello studio semantico? Lo sapete che può tornarci molto utile nella scrittura di un libro? È proprio così! L’analisi semantica può aiutarci nell’ottimizzazione dei contenuti del nostro libro.

Anche per scrivere un libro ci vuole una strategia e prima di cominciare a scrivere bisogna aver svolto una scrupolosa attività di pianificazione che riguarda alcuni elementi. Dobbiamo avere chiaro l’argomento da trattare, l’obiettivo che vogliamo raggiungere, che cosa c’è già sul mercato su quell’argomento, qual è il nostro pubblico di riferimento e di che cosa ha bisogno.

Per scrivere un buon libro non basta conoscere bene la materia o l’argomento da trattare nel libro stesso ma bisogna considerare anche il punto di vista del lettore e conoscere tutto ciò che questo vuole sapere in proposito.

Lo scrittore deve farsi prima di tutto lettore. Un lettore molto curioso e desideroso di imparare bene a fare qualcosa e quindi deve mettersi nei panni del lettore. Se lo scrittore conosce tutto ciò che le persone vogliono sapere su un determinato argomento e nel suo libro, oltre a spiegare per esempio un metodo, risponde anche a tutte queste domande, scriverà un libro completo e ottimizzato in base alle necessità dei lettori.

Ma com’ è possibile conoscere ciò che le persone vogliono realmente sapere? Lo possiamo fare grazie alla semantica e agli strumenti che il Web ci mette a disposizione. In particolare attraverso la semantica andremo alla ricerca delle keyword cioè delle parole chiave che le persone ricercano in rete. Le keyword utilizzate dagli utenti rappresentano un valore aggiunto per i contenuti del nostro libro e per individuarle possiamo utilizzare:

  1. Google Trends ovvero un tool gratuito di Google che ci dice quali parole o notizie sono più cercate in rete dalle persone in un determinato periodo di tempo o in una specifica area geografica e con la possibilità anche di fare dei confronti. Grazie a questo strumento possiamo intercettare gli argomenti più interessanti e individuare futuri trend.
  2. Ubersuggest   un tool gratuito che ci permette di approfondire lo studio delle keyword per capire in modo particolare che cosa le persone cercano su Google in base ad una query di partenza. In questo modo possiamo esplorare le esigenze delle persone e in base a questo ottimizzare i nostri contenuti.

E voi quali strumenti utilizzate per fare un’analisi semantica ed ottimizzare i vostri contenuti?

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Self publishing: definizione e significato

Oggi pubblicare un libro, cartaceo o digitale che sia, è veramente alla portata di tutti. Grazie al self publishing infatti è possibile pubblicare un libro senza dover ricorrere ad un editore tradizionale, ma in completa autonomia.

Con il self publishing si può pubblicare un po’ di tutto e per soddisfare le esigenze più disparate. Per esempio hai una storia da raccontare e vuoi realizzare un sogno nel cassetto, sei un professionista e vuoi scrivere un manuale tecnico o delle pubblicazioni scientifiche oppure vuoi utilizzare un ebook come strumento di promozione del tuo personal brand.

Tutto questo è molto altro ancora si può realizzare attraverso il self publishing, in maniera semplice e a basso costo. Vediamo insieme come si fa.

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Grazie alle diverse piattaforme di self publishing presenti sul Web, come per esempio Kindle Direct Publishing, CreateSpace, Youcanprint, ilmiolibro.it e così via, ogni autore può pubblicare e mettere direttamente in vendita il suo libro.

Indipendentemente dalla piattaforma utilizzata, il procedimento sarà più o meno il seguente:

  • creazione di un account personale attraverso il quale gestire il proprio profilo, le impostazioni e i guadagni;
  • upload del file di testo (per l’impaginazione e la stampa su supporto cartaceo) o nel formato ePub, Mobi o PDF (per la pubblicazione di un ebook);
  • realizzazione della copertina, impaginazione ed editing;
  • impostazione del prezzo di vendita;
  • promozione del libro.

Tutte queste operazioni sono a carico dell’autore mentre, una volta che il libro sarà in vendita online, toccherà alla piattaforma occuparsi di tutte le operazioni relative alla gestione degli ordini (dalla spedizione al customare care), in cambio di una percentuale sulle vendite.

Gli unici costi che l’autore dovrà eventualmente sostenere sono quelli relativi all’acquisto di alcune copie per uso personale o per la vendita attraverso altri canali e per l’attribuzione del codice ISBN (International Standard Book Number) che, alcune piattaforme offrono gratuitamente ai propri utenti.

Il codice ISBN, che è l’identificativo del libro a livello internazionale, non è obbligatorio ma diventa essenziale nel momento in cui si decide di distribuirlo sul mercato tradizionale oppure online.

Quali sono i vantaggi derivanti dalla pubblicazione di un libro in self publishing?

  • la completa autonomia creativa dell’autore del libro;
  • il copywright che è e rimane nelle mani dell’autore dell’opera;
  • l’abbattimento dei costi e dei tempi di pubblicazione rispetto all’editoria tradizionale;
  • la semplicità del procedimento;
  • la possibilità di stabilire relazioni sociali e fare engagement;
  • la piena libertà di espressione dell’autore.

Se l’autore deciderà di pubblicare un ebook i vantaggi aumenteranno poiché il libro potrà essere venduto a un prezzo più basso, dal momento che non ci sono i costi di stampa e di spedizione, ed è più facile venderlo anche in altri paesi.

Essere editori di se stessi significa quindi avere il pieno controllo sulla propria opera ma questa scelta non deve essere fatta per vanità, cioè per il piacere di affermare la propria qualifica di scrittore e farsi leggere da parenti e amici.

Il self publishing è fatto soprattutto per chi ha una vera passione e la voglia di esprimere qualche cosa di sé o della propria professione, su un piano di parità rispetto a un autore che pubblica invece attraverso una casa editrice.

Il self publishing non va considerato come una scelta di ripiego o di “serie b” come qualcuno sostiene e gli autori “digitali” sono autori a tutti gli effetti. Ai lettori interessano i contenuti per cui, nel momento in cui un autore riesce a dar loro contenuti di valore, scritti bene, grammaticalmente corretti, curati e che soddisfano le loro esigenze, allora ha raggiunto l’obiettivo.

Una cosa è certa cioè che in rete si trova un po’ di tutto, dai contenuti che farebbero rabbrividire i membri dell’Accademia della Crusca, a libri belli e di qualità che possono diventare anche dei best seller. In questo la community ha un ruolo molto importante poiché attraverso i commenti e le recensioni, potrà decretare il successo o il fallimento di scrittori affermati o alle prime armi.

Le cose più importanti però che accomunano, seppur nella loro diversità, il self publishing e la pubblicazione tradizionale attraverso una casa editrice, sono il tempo e le capacità che servono per scrivere un libro che sia buono e di qualità.

Tutti possono scrivere ed improvvisarsi autori ma solo pochi sanno farlo come si deve. Questo non vuol dire che in mancanza di queste qualità si debba rinunciare a priori al proprio progetto editoriale.

Per risolvere questo problema ti consiglio di prendere in considerazione la figura professionale del ghostwriter che può scrivere un libro al posto tuo consentendoti di mantenere la paternità dell’opera che poi si potrà pubblicare attraverso il self publishing.

Ti è venuta forse voglia di scrivere un libro o un ebook per poi autopubblicarlo? Contattami al mio indirizzo di posta elettronica marzia.tomasin@periscritto.it, raccontami il tuo progetto se avrai voglia di condividere con me questa esperienza.

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Ghostwriter: definizione e significato

Non si scrive solo per passione. Può essere necessario scrivere, per esempio, perché lo richiede la propria professione o il proprio ruolo sociale, ma non tutti ne sono capaci o semplicemente non hanno il tempo per farlo.

Come fare allora in questi casi?  Che tu sia una persona fisica o un’azienda, indipendentemente dalla motivazione e dal tipo di contenuto da realizzare, esiste un professionista che può farlo al posto tuo consentendoti di avere la paternità dell’opera.

Sto parlando del ghostwriter, letteralmente “scrittore fantasma”, noto anche come “scrittore ombra” o “scrittore su commissione”.  Attraverso questo articolo cercherò di guidarti alla scoperta di questa figura professionale.

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Il ghostwriter è un professionista della scrittura su commissione che realizza un’opera scritta, su incarico di un’altra persona, in cambio di un compenso economico.

Questa professione è molto diffusa nei paesi anglosassoni dove è riconosciuta e solitamente anche ben retribuita. In Italia, come spesso accade, siamo ancora molto lontani da questo e, giuridicamente, il ghostwriting viene considerato come una forma di “plagio autorizzato” privo di regolamentazione e tutela.

Nella pratica funziona così:

  • il cliente commissiona al ghostwriter la realizzazione di un’opera scritta originale;
  • il ghostwriter svolgerà questo incarico attraverso una prestazione d’opera che gli verrà retribuita come da accordi, ma che di fatto cancella la sua proprietà intellettuale;
  • il cliente sarà il titolare dei diritti d’autore dell’opera, potrà vantarne la paternità  e farne liberamente uso.

Che cosa scrive un ghostwriter? A seconda del tipo di cliente che a lui si rivolge, possiamo distinguere tra:

  • testi di natura letteraria o artistica (romanzi, racconti, sceneggiature, testi musicali, saggi, biografie ecc.);
  • testi di natura pragmatica (discorsi pubblici, articoli, recensioni, comunicati stampa, relazioni tecniche ecc.);
  • testi di natura commerciale (contenuti per siti web o blog aziendali, newsletter, monografie aziendali, descrizione di prodotti o servizi ecc.).

Il ghostwriter può lavorare anche su contenuti già esistenti come editor o correttore di bozze ma, nella maggior parte dei casi, si misura con la realizzazione di testi inediti.

Potrà lavorare da solo o in partnership con il committente. In quest’ultimo caso, quando l’opera sarà ultimata, potrà essere indicato come coautore o al massimo menzionato nei ringraziamenti. Nella maggior parte dei casi resta però sconosciuto, un “fantasma” a tutti gli effetti.

Un ghostwriter è prima di tutto un bravo scrittore capace di partire da una bozza di poche pagine, da qualche foglio di appunti o semplicemente da una idea o un racconto  e realizzare un’opera originale e di qualità.

A parte la capacità di scrittura, quali altre caratteristiche fanno di un ghostwriter un professionista capace? Un ghostwriter fondamentalmente deve essere:

  • un abile ricercatore per trattare anche argomenti che non conosce;
  • un bravo organizzatore e pianificatore;
  • dotato di buone capacità di adattamento e spirito di sacrificio;
  • capace di ascoltare e di comunicare;
  • caratterialmente empatico, paziente, sensibile e con buona elasticità mentale.

Questo non è sicuramente un mestiere facile. Il ghostwriter deve essere in grado di plasmare il suo stile di scrittura dando voce al suo committente in modo che, quando qualcuno leggerà l’opera finale, la associ in maniera naturale a chi ha la paternità dell’opera stessa.

Parte integrante del successo di questo lavoro è il rapporto che si instaura tra il ghostwriter e il suo cliente, che dovrà fondarsi sulla fiducia e che andrà gestito con attenzione e delicatezza.

Conta molto anche l’esperienza e una grande passione per la scrittura la quale, in un certo senso, porta il ghostwriter  a rinunciare agli onori e alla gloria, pur svolgendo un lavoro che è considerato una forma d’arte, in cambio di una retribuzione.

Andrew Crofts, scrittore e ghostwriter inglese tra i più famosi e pagati al mondo, alla domanda del giornalista Antonello Guerrera: “Come trova l’ispirazione per un libro che ha concepito qualcun altro?” risponde così:

“Il ghostwriting è come il giornalismo. Hai una storia e la racconti come meglio credi. La cosa più importante per un ghostwriter è sopprimere i propri pensieri, sentimenti, opinioni. É guardare il mondo con gli occhi di un altro ossia l’autore del libro”.

Ti consiglio di leggere questa intervista (Crofts: “Sono il re dei bestseller ma rimango un fantasma”) pubblicata su Repubblica.it.

Avere la possibilità di rivolgersi ad un ghostwriter può essere dunque una grande opportunità non solo per le persone ma anche per le aziende e in generale per chiunque abbia il bisogno o la necessità di scrivere ma non ha le capacità o le competenze per farlo.

Anche se come dicevo prima la professione del ghostwriter è priva di una regolamentazione specifica, è bene che il rapporto col cliente venga gestito sulla base di un contratto tra le parti. Chiedendoti di firmare un contratto a tutela di entrambi, il ghostwriter darà una ulteriore dimostrazione di professionalità.

Pensi di rivolgerti a un ghostwriter per un tuo progetto editoriale o per la comunicazione della tua azienda oppure sei attratto da questa professione e vorresti imparare? Sarò felice se mi contatterai  al mio indirizzo marzia.tomasin@periscritto.it per condividere con me la tua idea o il tuo progetto.

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