La narrazione dell’invecchiamento da problema a opportunità – Nicola Palmarini

L’ospite di questo episodio di Periscritto è Nicola Palmarini che è AI Ethics Lead e Program Manager presso l’MIT-IBM e Aging & Longevity Lead in IBM Research con sede a Cambridge. Nicola Palmarini è anche l’autore del libro “Immortali. Economia per nuovi highlander” pubblicato da Egea.

Il libro di Nicola Palmarini ci porta a  esplorare lo scenario economico che si sta aprendo di fronte alle nuove caratteristiche degli over 70, consumatori con desideri da realizzare e una capacità di spesa che mai avremmo pensato di associare a questo target. Emerge però anche la necessità di una narrazione diversa, libera da stereotipi e pregiudizi che esistono e resistono da tempo rispetto ai protagonisti di questa fase della vita, come l’ageismo che è la peggiore delle discriminazioni.

L’ageismo è la discriminazione del ventunesimo secolo verso le persone a causa della loro età. L’ageismo è dappertutto, nelle forme più subdole, maligne e inconsce. La sfida è fare in modo che si capisca bene che cosa significhi e quali siano i suoi effetti non solo perché è bene farlo, è politicamente corretto o perché amplifica la disuguaglianza sociale ma perché oggi la nostra società ha bisogno dell’esperienza e dell’abilità dei più vecchi. Dobbiamo farlo per essere pronti alle sfide che la longevità ci mette di fronte”.

Immortali

Siamo sempre più longevi. L’Italia è il secondo paese al mondo per longevità dopo il Giappone e questo significa che viviamo meglio e che la speranza di vita è più alta rispetto ad altri paesi. Si calcola che, nel mondo, entro il 2050, gli ultra sessantenni dovrebbero raddoppiare arrivando a 2 miliardi di persone e questo avrà un grande impatto anche nel mondo del lavoro, dato che sempre più persone vorranno lavorare più a longo. Le imprese devono cominciare a pensarci e a mettere in campo strategie per la longevità per creare una forza lavoro dinamica e multigenerazionale .

Questo discorso riguarda, prima ancora che il mercato del lavoro, le scelte della politica che in qualche modo risalgono al dopoguerra o ai primi sistemi pensionistici. Oggi la realtà è molto diversa da allora e nessuno oggi può avere la certezza che in futuro la pensione gli verrà davvero erogata. Il punto è che non c’è nulla di male nell’andare avanti a lavorare, si possono immaginare altri lavori e altre vite ma soprattutto bisogna sfatare un falso mito ovvero pensare che per una persona che va in pensione e esce dal mondo del lavoro ce n’é un’altra che entra. Non abbiamo ancora studiato come poter sfruttare il cosiddetto scambio di valore crossgenerazionale. Non abbiamo ancora capito in realtà come poter sfruttare tutta una parte di transizioni che possiamo immaginare all’interno delle organizzazioni ma dobbiamo iniziare a pensare a qualcosa di nuovo per una corretta gestione della futura longevità del pianeta e del nostro Paese.

La maggiore longevità contribuisce alla crescita economica globale e se per lungo tempo abbiamo sentito parlare di “tsunami d’argento” riferito a persone malate, sole, disimpegnate, bisognose ed emotivamente compromesse, oggi si comincia a parlare di persone che non hanno solo bisogni e necessità ma anche desideri da realizzare e  di una nuova silver economy che per i brand e le imprese rappresenta una grande opportunità.

I brand hanno la necessità di raccontare una nuova storia e di essere parte attiva di una trasformazione del modo d’intendere l’invecchiamento cioè non più come un problema ma come un’opportunità. Serve un cambio di paradigma per affrontare il futuro e per capire che bisogna slegarsi dai puri dati demografici e pensare alle persone che ci sono dietro a quei dati. L’invecchiamento non è una malattia e se non ti senti vecchio non compri prodotti per vecchi. I brand oggi devono capire che il tema dell’anzianità non riguarda più solo la sanità e le assicurazioni ma anche i viaggi, l’abbigliamento, il sesso ed essere più attenti verso una fascia di età più alta ovvero persone con uno stile e con una rappresentazione di sé che esprime un’autodeterminazione di chi vogliono essere e di come vogliono apparire.

Se vogliamo essere più longevi molto dipende però anche da noi, dalla nostra capacità di saper dare un senso alla nostra vita e avere un ruolo all’interno della società. Si tratta di un fattore così importante e riconosciuto da far sì che le valutazioni della significatività della vita siano state adottate come uno dei parametri chiave dagli osservatori sulla salute pubblica e siano sostenute a livello internazionale da diversi paesi.

Qui entra in gioco la nostra dignità, una sfera molto privata e personale che si basa sulla capacità di rispettare se stesso e quindi di sentirsi parte della società ed è chiaro che qui ha un ruolo importante il lavoro, non solo quello retribuito ma anche il volontariato come contributo della propria conoscenza, capacità, desiderio, passione, al bene degli altri e alla società. Immaginiamo la curva della vita come una serie di doppie V cioè di salite e discese che possono essere molto più di una sola e che secondo me possono permetterci di immaginare, come dice Gulliver nei suoi viaggi, di poter fare delle cose che in teoria nella tua vita non avresti mai pensato.

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes o Spreaker

Scopri il segreto degli scrittori

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.