Le straordinarie storie degli animali migratori – Francesca Buoninconti

L’ospite di questo episodio di Periscritto è Francesca Buoninconti che è una narratrice scientifica e l’autrice di un libro che s’intitola “Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori” pubblicato da Codice Edizioni. Un libro che ci permette di esplorare l’affascinante e misterioso fenomeno delle migrazioni degli animali.

Il nostro pianeta è attraversato da miliardi di animali in viaggio. Il loro è un movimento stagionale, periodico e ripetuto nel tempo. Migrano le balene ma anche insetti, pesci, anfibi, rettili e altri invertebrati come i granchi. La migrazione più studiata è però quella degli uccelli capaci di percorrere dai 3 ai 5.000 chilometri di distanza a migrazione, come per esempio fa il pettirosso, fino ai  15.000 km percorsi a migrazione dalle rondini. Come fanno a sapere quando è il momento di partire? Che cos’è che dà il via a questo fenomeno?

Lo stimolo a partire è dato da una serie di fattori che si regolano in base a dei cicli sia ormonali sia naturali quali il solstizio d’estate e il solstizio d’inverno. Gli uccelli entrano in uno stato di iperfagia e mangiano tantissimo per aumentare di peso in quanto il grasso è il carburante con cui devono affrontare il viaggio. Poi si allenano e fanno delle prove di volo per rinforzare i muscoli pettorali. Si tratta dunque di uno stimolo che viene dall’esterno ma che poi attiva una serie di processi metabolici e non all’interno del singolo individuo.

Sulle migrazioni non sappiamo ancora molto ed è importante continuare a studiare per reperire sempre maggiori informazioni che ci consentano di inquadrare meglio questo fenomeno. Sulle migrazioni degli uccelli, per esempio, grazie alla tecnica dell’inanellamento possiamo ricostruire i loro viaggi, le rotte migratorie, le tempistiche, le aree di sosta e di alimentazione e così via. Quali altri strumenti ci mette oggi a disposizione la tecnologia per studiare il fenomeno migratorio?

Possiamo monitorare la migrazione degli uccelli attraverso l’utilizzo di GPS oppure con i data logger che sono dei dispositivi che permettono di registrare tutta una serie di dati e di ricostruire nel dettaglio il viaggio dell’animale. Oggi si usano molto anche i radar utili perché la maggior parte dei migratori si sposta di notte ed è grazie a questi dispositivi che possiamo capire quando avviene il loro passaggio e a che altezza.

Non migrano solo gli uccelli ma anche gli insetti. Nel libro di Francesca Buoninconti si legge di minuscole creature che percorrono distanze impressionanti con il solo scopo di riprodursi. Un insetto grande appena 4 o 5 centimetri come la libellula frecciaerrante (Pantala flavescens) è capace di compiere un viaggio di 14-18.000 chilometri, dall’Est asiatico al Sudafrica. Un percorso incredibile che coinvolge quattro generazioni.

Molto interessante è anche il capitolo in cui Francesca Buoninconti ci racconta  delle tartarughe marine che hanno una caratteristica in comune: vivono in mare aperto e solo le femmine emergono in prossimità delle rive per andare a nidificare sulle spiagge. Ma  come fanno a conoscere le coordinate della loro destinazione cioè della spiaggia su cui deporre le uova?

È grazie al cosiddetto imprinting magnetico cioè un apprendimento precoce che avviene solo in un brevissimo periodo di tempo che di solito coincide con le prime ore dopo la nascita. In questo periodo sensibile memorizzano le coordinate magnetiche della spiaggia ed è lì che torneranno per deporre le uova, dopo più di un decennio, facendo affidamento sulla memoria. Ma perché? La risposta è semplice,  quello è l’unico posto dove sono sicure di trovare sabbia soffice, pochi predatori, nessun disturbo umano o quasi, e una temperatura adeguata.

Ogni giorno, ogni minuto, in qualche parte del mondo ci sono migratori in marcia ma questo fenomeno è minacciato dai cambiamenti climatici che rischiano di portare all’estinzione diversi protagonisti di questi viaggi. Ma quali sono gli effetti del climate change?

Le tartarughe marine a causa dell’aumento della temperatura di nidificazione nasceranno tutte femmine. Gli uccelli, se la primavera anticipa troppo, faranno in modo di ridurre la durata delle soste correndo così molti più rischi perché si riposano e mangiano di meno per questa fretta di giungere prima a destinazione. Le renne e i caribù, negli ultimi vent’anni, si sono dimezzati a causa degli inverni miti e più piovosi che fanno sì che spesso la pioggia, una volta al suolo, si ghiacci. Questi migratori hanno degli zoccoli adatti a scavare nella neve quindi riescono a sopravvivere anche con diversi centimetri di neve scavando per arrivare ai licheni di cui si nutrono ma il ghiaccio non riescono a romperlo e quindi muoiono di fame.

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