La filosofia entra nelle imprese come strumento per innovare – Raffaele Tovazzi

L’ospite di questo episodio di Periscritto è Raffaele Tovazzi, un filosofo esecutivo che è animato da un motto: mettere il pensiero in azione per formare il futuro. Raffaele Tovazzi è anche l’autore di un podcast che si chiama “Il buongiorno di Londra“: ogni giorno alle cinque del mattino ora di Londra, egli propone un audioaforisma filosofico, una sfida per mettere quel “pensiero in azione” e un suggerimento musicale per iniziare bene la giornata.

Raffaele Tovazzi mette al centro della scena imprenditori, professionisti e manager che vengono descritti quali “eroi contemporanei”, protagonisti epici che attraverso la propria condotta d’impresa diventano simboli di valori e materializzatori di idee. Che cosa può fare esattamente un filosofo esecutivo in un’impresa?

Io utilizzo la filosofia come strumento di innovazione per aiutare imprenditori, manager e professionisti a trovare nuove idee e nuovi prototipi di pensiero per creare valore e fare innovazione. Una volta individuata l’idea innovativa, che può essere espressa in un prodotto o in un servizio, vado alla ricerca di nuove strategie di comunicazione e dei linguaggi più adatti per trasmetterla agli altri.

Le imprese hanno bisogno di fare innovazione ma anche di raccontarsi per ispirare gli altri e poi raccontare le storie d’impresa serve anche per dare vita a una funzione sociale che spesso nell’impresa è venuta a mancare. Ma le imprese sono pronte e soprattutto consapevoli di questa grande opportunità che gli si profila all’orizzonte?

Le imprese o sono pronte o si estingueranno ed è ormai giunto il tempo in cui la centralità dell’essere umano e quindi della sua storia debba essere il leitmotiv del fare impresa. L‘imprenditore deve avere la capacità di capire che egli è un servitore che deve mettere da parte il proprio ego, il proprio mausoleo di autocelebrazione narrativa anteponendo la sua storia a quella dell’impresa. Io credo anche in un neoumanesimo dell’impresa di stampo rinascimentale in cui il centro è l’essere umano e le macchine, i servizi e le procedure stanno a contorno. E da qui nasce l’esigenza e l’urgenza di raccontare storie d’impresa.

La narrazione fa bene a tutti anche alle imprese ma le storie possono essere veicolate attraverso media diversi. Non solo dunque storie da leggere sui libri ma anche da ascoltare per esempio attraverso un podcast. “Leggere è  faticoso – dice Raffaele Tovazzi – perché ti obbliga a utilizzare quella creatività che è quasi un muscolo atrofizzato per i più. Per questo, per come la vedo io, il podcasting così come le radio a stampo narrativo possono essere un incipit alla passione di un percorso letterario”.

Sono tanti gli argomenti trattati nel corso di questa lunga chiacchierata che a un certo punto ha preso una piega diversa dal solito e cioè quando Raffaele ha iniziato a intervistare me. Una puntata sui generis ma ricca di consigli e di spunti interessanti sui quali riflettere.

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes o Spreaker

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