Diventare future makers e influenzare responsabilmente il nostro domani – Cristina Pozzi

L’ospite di questo episodio di Periscritto è Cristina Pozzi che, come lei stessa si definisce, è una future maker, un’attivista che mira alla divulgazione del futuro e della riflessione etica sulle nuove tecnologie emergenti. Cristina Pozzi, unica Young Global Leader 2019 per l’Italia è anche l’autrice di un libro che s’intitola “Benvenuti nel 2050. Cambiamenti, criticità, curiosità” pubblicato da Egea. Questo libro è una vera e propria guida al 2050, in grado di dare al lettore la possibilità di immergersi in questa destinazione e scoprirne tutti i segreti più affascinanti. 

L’obiettivo di questo libro è quello di farci riflettere sul presente e sulla possibilità di intraprendere con consapevolezza e spirito critico il viaggio verso un 2050 che, tramite le nostre scelte, sia il migliore dei futuri possibili.  Questo perché non esiste un solo futuro ma diversi futuri che noi tutti possiamo influenzare con le nostre azioni ma come?

Non esiste una sola possibilità su come si evolverà il futuro. Quello che noi possiamo fare partendo dall’osservazione del presente, è provare a immaginare e costruire dei modelli su come questo futuro potrà andare. Una volta che abbiamo fatto questo esercizio possiamo anche scegliere quale di questi futuri ci piacerebbe vedere realizzato e, sulla base di questo, darci un obiettivo raggiungibile e stabilire anche il modo per arrivarci.

Sono tanti i cambiamenti che ci attendono soprattutto in campo tecnologico. Possiamo dire che sta per arrivare una vera e propria onda tecnologica innanzi alla quale abbiamo due possibilità: lasciarci travolgere passivamente o reagire cercando di cavalcarla. Non è facile però dobbiamo prendere consapevolezza di ciò che sta succedendo. Secondo Cristina Pozzi dobbiamo essere curiosi, analizzare ciò che accade intorno a noi e fare esercizio.

Quando qualcosa di nuovo attira la nostra attenzione, come  per esempio la nascita di una startup che propone un servizio particolare, ecco che questo potrebbe essere il segnale di un cambiamento in corso. Fermiamoci un attimo e proviamo a pensare alle possibili conseguenze e quindi ai diversi futuri che si aprono davanti a noi. Con un servizio di questo genere possiamo scegliere uno di questi scenari, ragionarci e fare anche una riflessione responsabile.

Benvenuti nel 2050

Nel 2017 il Parlamento Europeo ha approvato una  risoluzione in tema di norme di diritto civile sulla robotica, mettendo in evidenza l’esigenza di adottare una normativa specifica sulla personalità giuridica e la responsabilità civile dei robot. Dove ci porterà questa iniziativa? Arriveremo davvero al punto di ritenere i robot più sofisticati responsabili delle proprie azioni?

È una necessità ma con una dovuta premessa: stiamo parlando di macchine che, anziché essere progettate per essere azionate da noi, agiscono da sole però alla base c’è sempre qualcuno che ha deciso come queste macchine agiranno. Dobbiamo sapere chi è responsabile quando succede qualcosa,  potrà essere il programmatore o, se si tratta di intelligenza artificiale, la società che programma l’algoritmo e che dovrà designare come responsabile una persona che deve monitorare ciò che succede.

Un settore nel quale l’innovazione tecnologica avrà un grande impatto è quello della salute. Presto si potrà accedere a delle cure che oggi non esistono. Cristina Pozzi dice nel suo libro che i big data, l’intelligenza artificiale, la genomica e la biologia rivoluzioneranno proprio il mondo della medicina e permetteranno ai medici di intervenire in modo personalizzato su ogni paziente.  Tutto ciò comporterà anche dei costi elevatissimi e il rischio è che si crei una frattura sociale pericolosa a causa di un futuro che potrebbe essere a beneficio di pochi e non di tutti.

Questa è una delle preoccupazioni più grandi di chi opera in questo settore. Esiste già oggi una grande frattura, abbiamo paesi ricchi in cui l’aspettativa di vita cresce sempre di più e altri nei quali invece è molto bassa. La velocità poi con cui queste tecnologie avanzano è tale che, chi non vi potrà accedere, resterà sempre più indietro. La domanda è: che cosa vogliamo che accada domani? Se non lo vogliamo probabilmente dovremo regolare la crescita di queste tecnologie e la loro accessibilità in modo che questo non accada.

Il futuro si sta delineando sempre più chiaro all’orizzonte e dobbiamo costruirlo tutti assieme in modo etico. Il bene comune, i valori, la centralità dell’essere umano, devono essere protagonisti del dibattito al quale assistiamo su questi temi e delle nostre azioni. Il futuro è una nostra responsabilità e tutti noi, come dice Cristina Pozzi, possiamo diventare future makers: designer e costruttori di futuri intenzionali.

In questa intervista abbiamo parlato anche di un bellissimo progetto che si chiama Impactscool: un’organizzazione dedicata al pensiero sul futuro e alla discussione degli impatti delle tecnologie sulla società.

Impactscool insegna a pensare al futuro per dare a tutti la possibilità di partecipare consapevolmente al cambiamento. Andiamo nelle scuole, nelle università, nelle aziende per informare, riflettere sul futuro e provare a costruire scenari possibili. Abbiamo più di 50 ambassador che ci supportano  in tutta Italia e dalla nostra nascita, circa due anni, con la nostra attività abbiamo formato più di 11.000 persone tra studenti e manager. La cosa bella è che il 95% di questi soggetti sono studenti e lo dico con gioia poiché credo che per i giovani, avere accesso a questo tipo di formazione sia davvero essenziale.

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes o Spreaker

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