L’innovazione è un atto di ribellione rispetto a un ordine precostituito – Ivan Ortenzi

L’ospite di questo episodio di Periscritto è Ivan Ortenzi che è Chief Innovation Evangelist e Partner in Bip – Business Integration Partners e autore del libro “Innovation Manager. Disegnare e gestire l’innovazione in azienda” pubblicato da Franco Angeli.

Questo libro ha come obiettivo quello di identificare le competenze necessarie e illustrare gli strumenti fondamentali per svolgere la professione di innovation manager in azienda, in modo efficace ed efficiente. Ivan Ortenzi ha condensato nel libro quasi 15 anni di esperienza maturata nel settore dell’innovazione in azienda e accompagna il lettore nel percorso di definizione della scelta, che è prima di tutto strategica, del come innovare. Ma che cosa significa innovazione?

L’innovazione per me è un atto di ribellione rispetto a un ordine precostituito o a uno status quo che porta valore cioè un vantaggio o un’utilità a qualcosa o a qualcuno.  È la presa di coscienza di potersi ribellare in senso positivo rispetto a qualcosa di esistente e nell’innovazione un ruolo fondamentale lo svolge la creatività che di per sé è già una grande scintilla di ribellione. 

Una delle prime cose che viene fatta in azienda dall’innovation manager è quella di cercare di capire che cosa ha rappresentato l’innovazione per un’azienda nel passato. “Ci sono aziende che hanno l’innovazione nel DNA – dice Ivan Ortenzi – cioè che hanno fatto innovazione e hanno saputo trasformarla in vantaggio competitivo piuttosto che in prodotti, servizi, nuovi modelli di business”.

Bisogna fare l’analisi dei progetti che in azienda vengono considerati innovativi, capire perché hanno funzionato o, nel coso opposto, perché non hanno funzionato. Da questa analisi  vengono generate quelle che possiamo definire le regole d’oro oppure il profilo del DNA dell’innovazione dell’azienda. Buona parte di questa attività consiste anche nel recuperare la memoria che è poi ciò che consente da un lato di pianificare un’innovazione che non sia troppo distopica rispetto alla cultura aziendale, dall’altro  di capire come ingaggiare l’elemento principale dell’innovazione che sono le persone.

Innovation manager

L’innovazione è anche una questione di spaziose un’azienda vuole fare innovazione deve fare spazio agli innovatori. Esiste una scienza, la prossemica, che studia come l’essere umano occupa e interpreta lo spazio intorno a sé nelle sue interazioni. I  protagonisti dell’innovazione occupano questi spazi con comportamenti che dipendono dalla cultura e dalla storia pregressa dando vita a vere e proprie tribù  di innovatori. Ivan Ortenzi ha parlato proprio di questo nel suo intervento dal titolo “La prossemica dell’innovazione” a un TEDx di Salerno.

La tribù degli innovatori in azienda non è classificabile e nemmeno definita ma soprattutto vive gli spazi di intersezione dell’azienda in cui spesso si creano abrasioni e conflitti. Anche creare dunque degli spazi di abrasione, conflitto e confronto è un modo per fare spazio all’innovazione in azienda  e di conseguenza far sì che queste intersezioni producano opportunità e valore all’interno di uno schema organizzato.

Quali sono però gli elementi dell’innovazione? Nel libro Ivan Ortenzi presenta al lettore l’INNOFORMULA, elaborata assieme a Ernesto Ciorra, per una corretta definizione delle attività e dei passi per realizzare le iniziative di innovazione in azienda.

Innovation=Creativity x Execution x Appeal = Value

Al di là delle formule però, alla fine, innova solo chi vuole innovare cioè l’innovazione in azienda è una scelta top-down. Poi ci possono essere delle dinamiche e quindi delle regole di ingaggio bottom-up però la mia convinzione è che poi alla fine il sì o il no all’innovazione dipende dal commitment del vertice. Più un’azienda ha un commitment elevato più si mette nelle condizioni di aumentare le probabilità di riuscita di un progetto d’innovazione.

Il libro di Ivan Ortenzi si conclude con le 10 regole d’oro della professione di innovation manager e con le frasi killer dell’innovazione, che vengono di solito utilizzate per giustificare la decisione di bloccare le idee e l’innovazione in azienda. Ce ne sono ben 160 come per esempio: “Il mercato non è pronto”, “Abbiamo sempre fatto così, perché cambiare?” oppure “È un lusso che non possiamo permetterci di questi tempi”, “Se vuoi cambiare l’azienda, allora cambia azienda” e tante altre che fanno davvero sorridere pur essendo reali.

Ho chiesto a Ivan Ortenzi qual è la differenza tra un innovatore e un visionario e lui mi ha risposto così:

I visionari sono degli artisti cioè coloro che non vedono dei limiti che invece vedono gli altri e costruiscono dei nuovi mondi possibili. Gli innovatori sono coloro che individuano i limiti e li distruggono per porne di nuovi.

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes o Spreaker

Scopri il segreto degli scrittori

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.