Le competenze filosofiche nelle organizzazioni per attivare un pensiero critico – Stefania Contesini

L’ospite di questo episodio di Periscritto è Stefania Contesini che è filosofa, formatrice, counselor filosofica e autrice del libro “La filosofia nelle organizzazioni. Nuove competenze per la formazione e la consulenza” pubblicato da CarocciUn libro che propone un metodo filosofico per la formazione e la consulenza organizzativa, dove però la filosofia non è intesa come una disciplina astratta e specialistica. 

La filosofia s’intende nel libro come pratica di pensiero che, con i propri strumenti e metodi, ha l’obiettivo di provare ad analizzare, affrontare e risolvere, se possibile, alcune problematiche organizzative. Si tratta in particolare di competenze filosofiche, che hanno la capacità di attivare un pensiero critico e riflessivo e che sono molto importanti all’interno delle organizzazioni.

Stefania Contesini ha individuato cinque competenze filosofiche (di concettualizzazione, di argomentazione, di competenza di giudizio, di valutazione morale e di sensibilità morale) utili per lavorare nelle imprese e nelle organizzazioni in generale, perché aiutano a porsi in maniera critica e riflessiva rispetto alle cose che  facciamo, a come pensiamo o a prendere delle decisioni.

Una competenza molto importante è quella che io ho chiamato di concettualizzazione, in quanto ci permette di descrivere e di interpretare le situazioni, i pensieri, il modo in cui parliamo ma soprattutto ci permette di chiarificare i significati. A me capita molto spesso di metterla in atto, per creare un linguaggio comune tra le persone e quindi significare l’esperienza nel modo più appropriato.

Della competenza di argomentazione si potrebbe dire che è quasi una competenza filosofica per eccellenza, che difetta però di attenzione. “L‘argomentazione è la capacità che ci consente di difendere le nostre idee attraverso delle buone ragioni – dice Stefania Contesini – di questi tempi però non è molto di moda. Si fanno delle grandi affermazioni ma si argomenta poco, mentre nelle organizzazioni bisognerebbe riscoprire il valore dell’argomentazione per difendere dei buoni progetti, per dialogare con i propri collaboratori, per negoziare.”

La filosofia nelle organizzazioni

In questa intervista abbiamo parlato anche di narrazione che, così come la filosofia, è un mezzo per dare senso alla realtà. Da un certo punto di vista, narrazione e filosofia, possono dirsi complementari e l’utilizzo che ne fa Stefania Contesini, riguarda in primo luogo le persone che lavorano nelle organizzazioni.

La scrittura è un mezzo per scoprire delle cose che non hai ancora pensato cioè, nel momento in cui scrivi, le partorisci e se non le avessi scritte non ti sarebbero neanche venute in mente. Ciò è utile quando si cerca di capire quali sono i valori di un’impresa e come agiscono all’interno della stessa. Stimolare le persone a condividere, attraverso delle narrazioni personali, come loro vivono alcuni valori o disvalori all’interno dell’impresa, è anche un modo per fidarsi della loro personale esperienza nella comprensione del valore e fa emergere quel sostrato su cui poi si può lavorare, per esplorare questi mondi e fare dell’approfondimento.

Valori, identità, responsabilità sociale, etica, sono dei concetti molto importanti sui quali ogni organizzazione dovrebbe lavorare, perché l’innovazione passa anche da qui e non soltanto attraverso la tecnologia e i nuovi modelli che l’intelligenza artificiale ci prospetta. Che cosa può fare dunque un’organizzazione per essere innovativa? Può per esempio scrivere la propria carta etica o dei valori.

Stefania Contesini richiama l’attenzione sul fatto che, bisogna guardarsi bene dal rischio di scrivere carte etiche patinate, che hanno una valenza esterna cioè solo dal punto di vista reputazionale. La carta etica ha senso se alla base vi è un reale approfondimento dei valori  di un’impresa e se si prova a identificare delle vie per poterli realizzare – dice Stefania Contesini – per questo occorre fare un lavoro partecipato, che coinvolga non solo i vertici ma anche tutto il personale.

Alla Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, è stato creato, da un’idea del professor Roberto Mordacci che è preside di questa facoltà, un “Laboratorio Filosofia Impresa“del quale oggi Stefania Contesini è coordinatrice. Il laboratorio è uno spazio di approfondimento e dialogo fra  filosofi, imprenditori e vertici aziendali, un luogo di confronto tra due linguaggi e mondi che per certi versi appaiono inconciliabili.

Se l’impresa ha sempre considerato la filosofia come qualcosa di inessenziale, anche la filosofia ha sempre guardato un po’ con sospetto il mondo dell’impresa, perché l’idea del profitto che tutto distrugge e strumentalizza, viene considerata lontana alla vocazione teorica e  disinteressata della filosofia. La nostra sfida è stata proprio quella di avvicinare questi mondi,  farli dialogare tra loro e anche portare gli studenti a riflettere su questo.

In Italia oggi filosofia e impresa, sono due mondi ancora un po’ lontani. La cosa positiva – mi ha detto Stefania Contesini – è che c’è una maggiore attenzione da parte dei media, rispetto all’importanza della presenza del filosofo in azienda ma c’è ancora molto da fare.

Bisogna lavorare molto con i propri contatti, con le persone più sensibili a queste dinamiche. La cosa più importante però è che non bisogna pensare l’intervento del filosofo in azienda, solo dal punto vista della formazione del personale ma rispetto a un modo di concepire l’azienda, in termini di identità, di scopi e anche rispetto alle questioni strategiche di business.

In questa intervista si parla anche di competenze trasversali, che è un tema che Stefania Contesini ha voluto trattare perché, mentre i più ne parlano come competenze che fanno davvero la differenza nel lavoro e nelle organizzazioni, è solo lo sguardo della filosofia che può permetterci di capire di che cosa effettivamente si tratta. Per scoprire che cosa mi ha detto Stefania Contesini a proposito di queste soft skills, vi consiglio di ascoltare questa intervista.

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes o Spreaker

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