Le storie autobiografiche sono opportunità per lo sviluppo e per il cambiamento – Francesca Sanzo

L’ospite di questo episodio di Periscritto è Francesca Sanzo, writing e digital coach, si occupa in particolare di scrittura autobiografica che ama e nella quale crede, come cura e analisi di sé. Francesca Sanzo è anche l’autrice del libro “Tu sei la tua storia. Scrivi un racconto, narrati online e comunica con la scrittura autobiografica” pubblicato da Giraldi Editore, con la prefazione di Luisa Carrada.

Questo libro è una guida, una riflessione ragionata sulle parole e su come usarle per raccontarsi. Tutti abbiamo un capitale di creatività – dice Francesca Sanzo – da poter investire in un racconto di sé, per metterci in gioco come singoli oppure come organizzazioni. Le storie autobiografiche affascinano, scriverle spaventa un po’ ma Francesca ci incoraggia a farlo e sapete perché?

Le storie autobiografiche sono opportunità per lo sviluppo e il cambiamento. Se condivido quello che imparo e lo racconto metto in circolo dell’energia, le storie diventano dei conduttori di altre storie, che in qualche modo tornano indietro e dalle quali s’impara sempre qualcosa. Io sono convinta che condividere le proprie storie di micro cambiamento, di perdita, di sconfitta ma poi di superamento, sia un’ottima chiave per superare i nostri inceppi, per stare meglio e aiutare gli altri a farlo.

In fondo tutti abbiamo una storia da raccontare l’importante è trovare quella giusta, che valga la pena di essere raccontata. Ciò non è però cosa semplice, le storie spesso si nascondono oppure ci vengono a cercare e noi per paura, facciamo finta di non vederle. Per far emergere gli eventi memorabili dai quali può nascere una storia da raccontare, Francesca Sanzo utilizza un metodo che le è stato ispirato da Duccio Demetrio, che è il fondatore assieme a Saverio Tutino, della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, e che poi lei ha personalizzato a suo modo.

Si tratta del metodo della spirale autobiografica, che consiste nel disegnare una spirale che parte dal centro di un foglio e che va verso l’esterno. Al centro si scrive il proprio anno di nascita e poi, via via, sulla spirale, gli eventi memorabili. Ma cos’è un evento memorabile?

Un evento memorabile non ha tanto a che fare con le tappe fondamentali della vita di un individuo, come il giorno del matrimonio o della laurea ma è per esempio, quella volta che sono andata al mare, mi sono tuffata per la prima volta e non ho avuto paura. Un’immagine che hai nella mente e che diventa l’emblema di emozioni e di sentimenti. Un evento memorabile già di per sé è un’ottima storia.

Tutti possiamo praticare la scrittura autobiografica ma dobbiamo sapere che ci sono delle caratteristiche che le nostre storie devono avere, se vogliamo che vengano lette e comprese da tante persone. Il racconto è fatto di tante parti – spiega Francesca Sanzo – ci sono le descrizioni,  i dialoghi, c’è un inizio e c’è una fine e poi il nostro lettore ideale, al quale dobbiamo pensare prima ancora di cominciare a scrivere.

Uno dei miei autori preferiti che è Antonio Tabucchi,  diceva che le storie volano nell’aria e sono anche nelle conversazioni. Ecco perché io invito sempre le persone che partecipano ai miei corsi, a essere un po’ pettegole e ad ascoltare, per esempio sull’autobus, i ritagli delle conversazioni degli altri e  provare poi a immaginare cosa c’era prima e cosa arriverà dopo. 

La scrittura autobiografica fornisce anche alle organizzazioni delle opportunità importanti, soprattutto laddove si sono persi un po’ di vista i valori che ne costituiscono l’identità e che il tempo magari ha svuotato di significato.  Per riempire di senso il mondo che abbiamo costruito intorno a noi – dice Francesca Sanzo – bisogna  trovare un collante con la memoria, con tutti quegli eventi che riescono a creare risonanza in noi ed empatia negli altri.  Scrittura autobiografica dunque per le organizzazioni ma anche per i professionisti?

La risposta è sì, a patto però che possegga alcune caratteristiche fondamentali. Deve trattarsi cioè di narrazioni non patinate, che tirano fuori il nostro modo di essere quindi il nostro tono di voce, il nostro modo di stare nel mondo, che mettono in evidenza le nostre scelte personali all’interno di un discorso professionale e poi devono essere autentiche.

Prima di salutarci ho chiesto a Francesca Sanzo di darci qualche consiglio utile per affrontare con serenità la fase della revisione di un testo, e per scoprire che cosa mi ha detto, vi consiglio di ascoltare questa intervista.

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes o Spreaker

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