Il racconto d’impresa non può prescindere da una riflessione interna – Alessandra Cosso

L’ospite di questo episodio di Periscritto è Alessandra Cosso che è consulente d’impresa per i comportamenti organizzativi, counselor, direttore dell’Osservatorio di Storytelling e fondatrice della rivista di divulgazione scientifica sulle Scienze della Narrazione “Narrability Journal“. Alessandra Cosso è anche autrice di diverse pubblicazioni tra le quali “Raccontarsela. Copioni di vita e storie organizzative: l’uso della narrazione per lo sviluppo individuale e d’impresa” di cui abbiamo parlato in questa intervista.

Frutto di tanti anni di studi e di sperimentazioni, questo libro mette in evidenza una metodologia che Alessandra Cosso ha sviluppato e denominato “narrazione copionale”. Si tratta in sostanza di un approccio narrativo, che si rifà alla teoria del “copione di vita” della tradizione Analitico Transazionale ovvero una delle teorie più note sulla personalità e sulle relazioni umane.

C’è molta letteratura in merito con denominazioni simili ma di fatto si tratta di un approccio che utilizza la scrittura e la narrazione, quindi strumenti narrativi di storytelling, per accompagnare persone ma anche gruppi e organizzazioni a esplorare il proprio copione. Quando uso questo termine intendo quella storia identitaria che sottende destini possibili e ne nega altri per com’ è costruita, strutturata e organizzata.

Raccontarsela

La teoria del copione permette di entrare nell’immaginario, più o meno consapevole, delle persone per aiutarle a esplorarlo, conoscerlo e anche a identificare eventuali blocchi evolutivi per poi cercare di superarli. Gli strumenti che vengono utilizzati a tal fine, fanno parte delle Scienze della Narrazione  ma anche del counseling o del coaching. Alessandra Cosso utilizza questi strumenti in modo creativo adattandoli, di volta in volta, ai contesti nei quali è chiamata a operare. 

Sono una persona allergica alle modellizzazioni perché mi annoiano quindi utilizzo vari strumenti come esercizi, percorsi narrativi da costruire, riflessioni guidate che poi terminano nella trasposizione su carta dell’immaginario. In sostanza si tratta di approcci diversi che poi, integrati con un senso, con un percorso step by step, portano a una consapevolezza, a un’analisi e a una scelta di eventuali interventi per sbloccare quegli elementi che  ostacolano le potenzialità espressive.

Tra questi strumenti  Alessandra Cosso utilizza per esempio, soprattutto nei percorsi individuali,  le fiabe copionali.  Nello specifico si tratta di far scrivere a una persona la fiaba preferita e poi da questo scritto viene fatta un’analisi a due molto profonda, secondo determinate griglie di lettura, per capire  com’ è rappresentato il copione di vita della persona in quella versione della fiaba.

Quando si lavora in gruppo o si tratta di interventi organizzativi finalizzati alla gestione di situazioni particolari come per esempio un cambio di proprietà, un momento di crisi o di difficoltà di comunicazione tra i vari team, si  lavora con altri strumenti come per esempio gli schemi narrativi semistrutturati.

Si parte da una traccia narrativa, una sorta di canovaccio, che le persone completano usando la propria fantasia e il proprio immaginario, per poi andare a leggere insieme ciò che emerge da quella narrazione dandogli un senso. Molto utile è anche la scrittura di gruppo: in alcune situazioni i team scrivono insieme, per esempio, una storia a puntate con la finalità di  far muovere l’immaginario da una parte e poi dall’altra, col debriefing, di incominciare un dialogo interno al team più ricco, più maturo, più autentico e più intimo .

La narrazione è uno strumento molto potente che si manifesta nelle imprese e nelle organizzazioni in genere attraverso un bisogno di raccontarsi, di raccontare la propria storia d’impresa che, se scritta in maniera corretta, con responsabilità e con coerenza, può diventare uno strumento competitivo molto efficace.  Ma come si costruisce un racconto d’impresa?

Dipende da diversi fattori come il pubblico col quale si vuole interloquire, il contesto, la posizione dell’organizzazione. Personalmente mi sono sempre rifiutata di lavorare a racconti d’impresa, che prescindessero da un momento di riflessione interna che è indispensabile per capire veramente chi sei, se incarni determinati valori e se questo è il tuo senso dell’essere lì, ogni giorno, a fare cioè che fai.  Senza questa riflessione il risultato rischia di essere agiografico oppure addirittura disorientante.

Una volta fatta questa riflessione, come consiglia Alessandra Cosso, il racconto d’impresa può assumere varie forme cioè può concretizzarsi in una monografia d’impresa o in un’autobiografia, in un romanzo imprenditoriale o in  una storia per vendere. Tra queste, ho chiesto ad Alessandra Cosso di raccontarci come si concepisce un’autobiografia d’impresa.

Il lavoro iniziale è di lettura del racconto implicito che la storia e l’agire di quella organizzazione ha prodotto negli anni. Ripercorrere tutte le tappe del proprio vissuto permette di arrivare a definire chi sei con coerenza, dignità e  un’incisività molto forti e da qui si comincia a raccontare. Nel tessuto industriale italiano ci sono delle storie di uomini con personalità fortissime, che hanno saputo esprimere al massimo la potenzialità della bellezza che avevano dentro, nel produrre e nel creare qualcosa d’importante. È un patrimonio culturale enorme da raccogliere, conservare e soprattutto trasmettere ai giovani.

Alessandra Cosso, tra le sue attività, ha utilizzato la narrazione anche in ambito sanitario, lavorando con i medici e con gli infermieri, per aiutarli a imparare a prendersi cura di sé.  Chi si prende cura degli altri – mi ha detto Alessandra – ha a sua volta bisogno di cure e per scoprire qualche interessante dettaglio in più su questo argomento, vi consiglio di ascoltare questa intervista.

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes o Spreaker

Scopri il segreto degli scrittori

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.