L’umiltà è un’arma per arricchire il nostro sapere e scoprire domande nuove – Giovanni Amelino-Camelia

L’ospite di questa puntata è Giovanni Amelino-Camelia, un fisico teorico che ha scritto un libro che s’intitola “Oltre l’Orizzonte. Quali nuove frontiere per la fisica?” pubblicato da Codice Edizioni.

L’idea di scrivere un libro si era fatta strada nella sua mente già da parecchi anni. Inizialmente scriveva solo degli appunti sporadici su vari temi ma nel contempo sentiva crescere dentro di sé  la volontà di staccarsi da quella divulgazione scientifica romanzata, che stava diventando la regola e che a lui non piaceva per nulla.

Giovanni Amelino-Camelia temeva di non finirlo questo libro ma ad un certo punto è arrivata la motivazione decisiva che lo ha portato fino in fondo:  l’anniversario, nel 2015, di una delle più grandi scoperte di Einstein ovvero la relatività generale.

Il mio desiderio era quello di celebrare Albert Einstein come uno straordinario interprete del metodo scientifico soprattutto nel periodo compreso tra il 1905 e il 1917 durante il quale, il “giovane Einstein” come lo chiamo io, fece delle incredibili scoperte.

Più che l’ennesimo libro su Einstein, quello di Giovanni Amelino-Camelia è un atto d’amore nei confronti del pensiero scientifico, nel quale lui crede fortemente, estraneo alle teorie del tutto che pretendono di esaurire la sete di conoscenza dell’uomo. Ma in che cosa consiste il metodo scientifico?

Il metodo scientifico è senz’altro il metodo per far crescere il nostro sapere osservando con umiltà la natura. Ci sono persone che come me pensano che imparare dalla natura sia l’unica strada possibile e tante altre che pensano invece che l’uomo capisca come stanno le cose e com’è fatto l’universo solo pensando. La scienza che ha dato benefici all’umanità è quella di umile ascolto e di osservazione della natura, solo così è possibile liberarsi dai pregiudizi e andare oltre l’immaginazione.

Giovanni Amelino-Camelia

Nel libro si parla di Einstein ma anche di Galileo Galilei e di Giordano Bruno che sono stati  tre grandi protagonisti della storia dell’umanità. In particolare le teorie che definiamo relativistiche e che vengono attribuite principalmente ad Einstein, sono state introdotte da Galilei e prima di lui un ruolo determinante lo ha avuto Giordano Bruno che aveva parzialmente anticipato le innovazioni galileiane.

Giordano Bruno è una straordinaria figura di transizione tra il Medioevo e il pensiero scientifico che da lì a poco si sarebbe affermato. È stato un anticipatore straordinario di alcuni dei contenuti del metodo scientifico, senz’altro acerbi ma in alcuni dei suoi scritti si trovano delle prime analisi che io chiamerei galileiane perché poi è Galilei, ed è quella la sua straordinaria innovazione, che porta il metodo scientifico a essere inquadrato più compiutamente.

All’opposto del metodo scientifico c’è chi sostiene l’esistenza di una teoria del tutto che è molto pericolosa per il sapere scientifico. Giovanni Amelino-Camelia scrive nel suo libro che il suo disagio nei confronti di questa teoria, è legato al fatto che per lui è priva di senso, si oppone alla sfida di superare gli attuali orizzonti della scienza e produce una metodologia di ricerca sterile.

La teoria del tutto è un pericolo per una persona che come me pensa che il sapere sia la cosa più importante che c’è. Quello della teoria del tutto è un concetto vuoto perché la condizione umana non ci consente di sapere tutto: sappiamo solo ciò che abbiamo visto finora. E non possiamo fare altro che continuare a cercare.

Nel libro si parla anche di una lettera che Einstein scrisse all’amico Felix Klein, una sorta di testamento che secondo Giovanni Amelino-Camelia dovrebbe essere considerata come il manifesto della scienza e che contrasta la teoria del tutto. “Per me – mi ha detto Giovanni – questa lettera è una delle espressioni massime del pensiero umano e anche di quella umiltà che io penso sia l’arma più aguzza per arricchire  il nostro sapere e scoprire nuove domande”.

Einstein, il più grande pensatore che abbiamo espresso come umanità, è stato anche l’uomo più umile rispetto alla natura cioè pronto a esserne sorpreso poiché, la sua piccolezza rispetta a quest’ultima, era vissuta appieno. Nel 1917 lui ha raggiunto la piena consapevolezza che la relatività generale è una teoria corretta ma non c’è attaccamento all’oggetto della sua scoperta. Sa che questa avrà il compito di accompagnare la fisica per una stagione, entro un orizzonte, poi verrà superata e questo processo non avrà mai fine; è solo un pezzo del nostro sapere. Questa per me è la sua grandezza.

Giovanni Amelino-Camelia, sul finire dell’intervista, ha voluto lasciare un messaggio ai giovani scienziati e studiosi che temono di non poter trovare spazio in patria per il proprio futuro e per la propria professione e vi consiglio di ascoltare questa intervista per scoprirlo.

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes o Spreaker

Scopri il segreto degli scrittori

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...