Le fake news tra universali cognitivi, blending e nuova consapevolezza individuale – Andrea Fontana

In questo puntata di Periscritto parliamo di fake news assieme ad Andrea Fontana che è l’autore del libro “Io credo alle sirene. Come vivere (e bene!) in un mare di fake news“. Andrea Fontana è saggista e sociologo della comunicazione e dei media narrativi, docente di Storytelling e narrazione d’impresa all’Università di Pavia dov’è anche direttore didattico del primo Master universitario in Italia in Scienze della Narrazione (M.U.S.T.).

Secondo Andrea Fontana quella che stiamo vivendo è una nuova condizione esistenziale nella quale immaginario, fantastico e reale si fondono insieme mentre non esiste più un’idea di verità oggettiva.

Bisogna uscire dalla dicotomia del vero-falso – dice Andrea Fontana – poiché, come dimostrano i diversi studi fatti in proposito dalle neuroscienze, noi mescoliamo il mondo della cosiddetta verità oggettiva, cioè dei fatti che accadono, con la dimensione percettiva o addirittura narrativa, cioè immaginaria, dei fatti stessi. Questo è ciò che gli studiosi definiscono blending.

Analizzando questi meccanismi Andrea Fontana si è soffermato su tre universali cognitivi che sono il complotto, l’enigma e la redenzione del sé ovvero delle modalità attraverso le quali noi tendiamo a semplificare la realtà.

Mi riferisco al complotto inteso come la capacità e il desiderio della nostra mente di non dare le cose per scontate. Nella costruzione della realtà che fa il nostro cervello il complotto come universale cognitivo è una costante e in questa costruzione la vigilanza informativa, il dubbio su ciò che abbiamo difronte, potere e autorità compresi, diventa una forma di salutare equilibrio.

È online che incontriamo il maggior numero di notizie fake – dice nel suo saggio Andrea Fontana – e online siamo quasi sempre in uno stato di daydreaming, cioè di sogno ad occhi aperti, tra pensiero ipotetico, prospettico, retrospettivo e blending. Ma com’è possibile orientarsi e non farsi travolgere dall’amplificazione delle informazioni deformate alimentata dal Web?

Secondo me ci sono due strade. Un lavoro individuale di autoconsapevolezza cognitiva che ognuno di noi dovrebbe fare cioè diventare consapevole delle dinamiche di pensiero e d’uso dei media che oggi contraddistinguono la nostra vita. E poi un’azione di responsabilità sociale da parte delle istituzioni che dovrebbero educare all’uso dei media profondi e anche della nostra mente.

Se vogliamo costruire una coscienza di contenuto ed essere consapevoli dell’informazione che ci circonda – prosegue Fontana – ci sono tre elementi da considerare: le connessioni che, soprattutto quando fruiamo di informazioni attraverso i social media sono lunghissime e quasi impossibili da ricostruire, il contesto cioè dove avviene l’informazione che noi fruiamo e i contenuti, sui quali dobbiamo riflettere attentamente.

In questa logica più i contenuti sono epici, enfatici e basati sui tre universali cognitivi ovvero il mistero che porta la volontà di risolvere e scoprire l’enigma, il complotto e la redenzione del sé intesa come soluzione finale di una verità che, nel bene o nel male, bisogna scoprire allora ci troviamo difronte a qualcosa che forse è stato preparato affinché noi stessi lo potessimo gustare nella nostra inconsapevolezza.

La cosiddetta lotta alle fake news non è una battaglia che tutti sostengono anzi è opinione di molti che dietro alla volontà di arginare il proliferare delle notizie fake si nasconda quella di controllare il dissenso e di uniformare il pensiero. Questo vorrebbe dire che libertà di pensiero e democrazia sono in serio pericolo. Ho chiesto ad Andrea Fontana qual è il suo punto di vista in merito.

Un conto è la legittima difesa e il controllo positivo che le istituzioni devono attuare laddove ci sono delle operazioni di costruzione di contenuto malevole che attaccano la reputazione di individui, organizzazioni e istituzioni e che è doveroso. Se da qui si dovesse passare a una totalizzazione e a un controllo privato dell’informazione e dei contenuti questo diventa un problema geopolitico enorme di cui tutti dobbiamo essere consapevoli.

Per approfondire questi concetti e scoprire altre interessanti riflessioni di Andrea Fontana sui contenuti del suo libro vi consiglio di ascoltare questa intervista.

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes o Spreaker

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