Sinossi, nota biografica e consigli per presentare un libro alla casa editrice – Stefania Crepaldi

Finalmente siete arrivati in fondo. Dopo tanti sacrifici il vostro libro è scritto ma non è mica finita qui! A meno che non abbiate deciso di autopubblicarvi, è arrivato il momento di proporlo a una casa editrice. È un passaggio importante questo ma se non si è preparati si rischia di sbagliare e di perdere anche qualche buona opportunità.

In questa intervista di Periscritto ascolterete dalla voce di Stefania Crepaldi, che è una editor di romanzi freelance, le risposte alle domande più comuni che si pongono soprattutto gli scrittori esordienti e tanti consigli utili per evitare di incorrere negli errori più frequenti causati dall’inesperienza.

Per prima cosa bisognerà preparare una sinossi ma di che cosa si tratta? La sinossi è uno strumento importante che consente all’editore di avere uno sguardo d’insieme sul romanzo che gli viene segnalato. Stefania Crepaldi mi ha detto che la sinossi può essere di due tipi: una breve, che richiede all’autore di parlare del suo libro in dieci righe circa, e una più lunga e dettagliata che deve avere ad oggetto l’inizio, lo svolgimento e la fine della storia.

Con la sinossi l’autore accende i riflettori sul libro che ha scritto. È molto importante scriverla bene perché secondo me è il modo in cui lo scrittore dimostra all’editore di avere le idee chiare su quello che ha scritto. Non dimentichiamoci che, alla fine, il romanzo è un prodotto che l’editore dovrà vendere e l’autore deve essere chiaro nel trasmettere, attraverso la sinossi, il senso della storia e per quale pubblico l’ha pensata.

Oltre alla sinossi viene richiesta anche la nota biografica dell’autore (o lettera di presentazione) il quale deve presentarsi all’editore con coerenza rispetto a quello che è il contenuto del suo libro.

Un errore molto comune che fanno gli scrittori è quello di presentarsi come dei tuttologi. Se sei  un avvocato e hai scritto un thriller giuridico ti presenterai per questo e sarai preso maggiormente in considerazione in quanto persona competente sul tema. Che poi tu sia anche un appassionato di musica, un poeta o che nel tempo libero giochi a tennis, questo non interesserà all’editore e quindi non ha senso dilungarsi nella presentazione toccando anche questi aspetti.

Stefania Crepaldi ha voluto mettere in evidenza in questa intervista un’altra cosa importante e cioè il fatto che la casa editrice non deve essere il punto di arrivo per uno scrittore ma deve essere invece il punto di partenza.

L’obiettivo di uno scrittore deve essere quello di farsi leggere e non di farsi pubblicare. La casa editrice è un mezzo per arrivare al lettore e lo scrittore si deve impegnare anche nei confronti di quest’ultimo attraverso il dialogo e l’interazione.

Se volete conoscere altri errori che fanno molti scrittori esordienti in questa fase vi consiglio di ascoltare questa intervista.

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes o Spreaker

Scopri il segreto degli scrittori

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