Quando scrivi un libro ti accorgi che esistono tante verità – Elena Sacco

L’ospite di questa puntata di Periscritto è Elena Sacco, l’autrice del libro “Siamo liberipubblicato da Chiarelettere nel 2015. Si tratta di un libro che l’autrice ha scritto 10 anni dopo il suo ritorno da un lungo viaggio di 7 anni trascorsi navigando in barca a vela assieme all’ex compagno e ai suoi due figli molto piccoli.

Oggi Elena Sacco, esperta di comunicazione e change managment, si occupa di percorsi resilienti attraverso i quali aiuta le persone a imparare a trasformare i traumi e tutte le situazioni negative che affrontano nel corso della vita in opportunità e vantaggi.

Nonostante le sollecitazioni ricevute da diverse persone, Elena Sacco ha voluto aspettare prima di scrivere questo libro perché, oltre al bisogno di metabolizzare questa sua esperienza di vita, voleva raccontarla in un modo particolare e dare al libro una connotazione diversa rispetto ai classici libri di viaggio.

Io non volevo che il mio libro rimanesse uno fra i tanti. Sentivo sì il bisogno di raccontare il mio viaggio ma soprattutto di raccontare il mio ritorno che è stato per me il momento più faticoso. Così l’ho scritto sul filo della memoria e con autenticità, senza scavare troppo nei ricordi per paura di tralasciare qualcosa poiché, se qualcosa avevo dimenticato, molto probabilmente non aveva poi così tanto valore.

Molto curioso è anche il procedimento di scrittura che Elena Sacco ha seguito nel senso che lei ha cominciato a scrivere il suo libro dalla fine. Si è chiesta in particolare quale voleva che fosse l’ultima frase del libro e, una volta individuata, è andata a ritroso.

È stato fondamentale per me cominciare il libro dall’ultima frase poiché, sapendo dal principio come volevo che finisse il libro, ho ricostruito il mio ricordo e la mia storia in funzione di quella frase.  Inoltre ho compreso che quando si scrive un libro non esiste una sola verità ma tante verità.

Il libro di Elena Sacco porta con sé un messaggio importante che si può riassumere in una parola: la resilienza. Oggi questo libro è il suo strumento di lavoro grazie al quale  aiuta le persone, soprattutto nel mondo del lavoro, ad affrontare il cambiamento e in particolare a trasformare il trauma in un evento che rafforza e dal quale trarre benefici e opportunità nuove e utili.

Per me la resilienza dovrebbe essere insegnata a scuola ai bambini per farli diventare degli adulti resilienti. La negatività non è insita nell’uomo ma è dettata dalle paure, dal confronto, dall’invidia ed è importante imparare ad affrontarla in modo diverso e trasformare ciò che di difficile ci accade nella vita in nuovi percorsi, nuovi successi e nuovi entusiasmi.

Se volete scoprire come ha fatto poi Elena Sacco a tenere a bada il suo “sabotatore“, quel lato oscuro che tutti  abbiamo dentro di noi e che ci provoca con pensieri del tipo “non sei capace”, “non ce la farai mai”, “non vali nulla” e così via, vi consiglio di ascoltare questa intervista.

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes o Spreaker

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