I 5 falsi miti sul self publishing


Questa puntata è sponsorizzata da Streetlib, la migliore piattaforma per scrivere, pubblicare e vendere il tuo libro online.


Il self publishing  è ancora oggi un settore sul quale si discute molto e spesso in maniera impropria. Pregiudizi e critiche non mancano ma forse alla base di questi c’è la non conoscenza rispetto a ciò che significa realmente l’autopubblicazione.

Il self publishing dal mio punto di vista è una grande opportunità. Una strada alternativa a quella dell’editoria tradizionale e da sfruttare a patto però che lo si faccia con responsabilità e consapevolezza.

Io ho pensato di provare a fare un po’ di chiarezza in materia raggruppando quelle che a mio parere sono le affermazioni più comuni sul self publishing che però non corrispondono al vero. E così ho individuato 5 falsi miti sul self publishing tutti da sfatare. Ecco quali sono:

1.  “Un libro autopubblicato è un libro di serie B”

Non è così. Un libro fondamentalmente è fatto da una persona che lo scrive e da un’altra che lo legge. Il lavoro dell’editore ha una sua specificità ed è di grande importanza ma non è un elemento necessario. Questo vuol dire che, indipendentemente dal percorso che il libro fa per diventare tale, una volta che viene pubblicato, che ha un codice ISBN ed è pubblicamente acquistabile da chiunque (sia online che offline) è un libro a tutti gli effetti. Potremmo avere qualcosa da ridire sulla qualità, sul fatto che sia bello o brutto, che sia scritto bene oppure  impaginato male ma è e resta un libro.

2.  “Self publishing significa solo pubblicare ebook”

Grazie al self publishing è possibile pubblicare un libro nel formato ebook ma anche in quello cartaceo. Ci sono ancora tante persone che amano il libro di carta perché hanno un bisogno di sentirlo fisicamente, di sfogliarlo e alle quali piace addirittura sentire il profumo della carta. La versione cartacea può essere molto utile nel momento in cui vogliamo utilizzare il nostro libro come strumento di promozione e quindi abbiamo interesse a distribuirlo per esempio agli eventi ai quali partecipiamo, a sostegno e consolidamento del nostro personal brand.

3.  “Il self publishing significa fare tutto da soli”

Nel momento in cui decidiamo di autopubblicare il nostro libro e quindi di essere editori di noi stessi sappiamo anche che dovremo svolgere tutte quelle fasi accessorie ma molto importanti rispetto alla scrittura vera e propria, che solitamente svolge l’editore tradizionale. Mi riferisco alla correzione delle bozze, all’impaginazione, alla realizzazione della copertina e così via ma questo non vuol dire che dobbiamo per forza farlo noi in prima persona. Abbiamo a disposizione tanti strumenti che possono aiutarci in questo che possono offrirci le varie piattaforme di autopubblicazione  come per esempio Streetlib. E poi ci sono i professionisti della scrittura ovvero gli editor, i correttori di bozze, gli esperti di grafica che possono rendere il nostro libro un prodotto professionale che non ha nulla di meno rispetto a quello che esce dalla porta dell’editoria tradizionale.

4.  “Nel self publishing l’unica cosa che conta è la pubblicazione del libro. Una volta che il libro è pubblicato il procedimento di autopubblicazione si esaurisce”

Questo è quello che affermano coloro i quali pensano che il libro una volta pubblicato si venda da solo ma non funziona così. E la promozione dove la mettiamo? Nell’editoria tradizionale se ne occupa l’editore mentre nel self publishing lo deve fare per forza lo scrittore o un suo delegato. La promozione, il marketing e la comunicazione nel self publishing hanno un ruolo fondamentale e si tratta di operazioni che vanno effettuate con cura e soprattutto con costanza nel tempo. Le relazioni che s’instaurano nel tempo con le persone mettono al centro dell’attenzione l’autore del libro più che il libro stesso e quindi l’interazione costante con il proprio pubblico permette di ottenere ottimi risultati nel lungo periodo.

5.  “Scegliere di pubblicare un libro in self publishing vuol dire perdere l’opportunità di pubblicare attraverso l’editoria tradizionale”

È vero proprio il contrario. Il self publishing consente agli autori dei libri di mettersi in evidenza e di attirare l’attenzione dell’editoria tradizionale. Nei paesi anglosassoni sempre più spesso gli autori di grandi best seller vengono pescati proprio dal settore dell’autopubblicazione. In Italia possiamo dire che qualcosa si sta muovendo in questa direzione e ci sono degli scrittori che sono nati attraverso il self publishing e poi approdati all’editoria tradizionale con successo. Uno di questi è Riccardo Bruni che è già stato ospite di questo podcast e che oggi si può considerare uno scrittore ibrido di successo e molto apprezzato.

E voi che cosa ne pensate di questi 5 falsi miti? Siete d’accordo oppure ne conoscete altri?

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes o Spreaker

Scopri il segreto degli scrittori

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3 pensieri riguardo “I 5 falsi miti sul self publishing

  1. Articolo utile e molto illuminante, per quanto mi riguarda. Io sto lavorando al mio primo romanzo che attualmente è in fase di stesura, ed essendo quasi giunta alla fine, è da un bel po’ che cerco di capire quale sia la “strada giusta”. Casa editrice o autopubblicazione? Più mi informo, più sono orientata verso la seconda. Insomma, i pregiudizi di cui parli nell’articolo li ho sentiti tutti e, onestamente, non riesco proprio a capire il perché di tutta questa ostilità. Autopubblicare il libro per poi lasciarlo abbandonato a se stesso, senza un minimo di promozione, quello sì che sarebbe un fattore criticabile, non il self-publishing in sè.
    Grazie mille per queste dritte, comunque!

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    1. Cara Giusi,
      ti ringrazio per questo tuo commento ma soprattutto sono contenta di esserti stata utile in qualche modo. Purtroppo i pregiudizi sull’autopubblicazione resistono ma io credo che alla base ci sia anche una non conoscenza da parte delle persone e il compito mio e di chi fa il mio stesso mestiere è anche quello di cercare di fare chiarezza e di mettere in evidenza la grande opportunità che offre il self publishing. Ti faccio un grande in bocca al lupo per il tuo romanzo! Grazie!

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