La prosa letteraria oggi è a rischio. Non mi preoccupa la qualità ma la situazione degli scrittori – Laura Pugno


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La protagonista di questa intervista è Laura Pugno che è una scrittrice di poesia e narrativa che oggi dirige l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid. Ha esordito nella prosa con il romanzo che s’intitola “Sirene” pubblicato nel 2007 da Einaudi, mentre nel 2016  è stato pubblicato da MarsilioLa ragazza selvaggia” che è il suo quinto romanzo. Qui di seguito potete trovare un estratto di questa intervista ricca di contenuti interessanti.

–   Laura hai cominciato scrivendo poesie e dai vent’anni in poi ti sei dedicata anche alla prosa ma Laura che scrive poesie e Laura narratrice sono la stessa persona? 

La poesia per me è il mondo originario nel senso che se io per assurdo dovessi scegliere tra poesia e prosa sceglierei la poesia. Non mi considero una narratrice di storie anche se di fatto i miei romanzi hanno una forte tenuta narrativa. La poesia però in qualche modo è l’ultima frontiera, tutto ciò che ci resta dell’uso sacro della lingua. E sacro per me non ha un significato religioso ma è il potere della lingua.

 

 –  Qual è secondo Laura Pugno lo stato di salute della letteratura italiana contemporanea?

Mi preoccupa la prosa letteraria ma non nel senso della qualità della scrittura che è molto alta, quanto piuttosto della situazione che vivono oggi gli scrittori . A differenza della poesia, la prosa ha dei costi umani altissimi di tempo e di fatica e molti scrittori vivono uno stato di grande sofferenza, in un ecosistema editoriale che li circonda e che non è più uno stato di equilibrio sostenibile.

–  Il tuo stile è molto lineare. Tu preferisci scrivere in terza persona e mettere l’opera in primo piano. Cos’è che caratterizza di più la tua voce?

La terza persona è stata per me sin dall’inizio una scelta di riservatezza e di distanziamento tra me stessa e la mia scrittura, sia nella poesia che nella prosa. A mio avviso permette più libertà e offre modi diversi per affrontare la materia. Oggi le mura che circondano il mio giardino ci sono ancora ma sono meno alte.

–  I tuoi romanzi Laura si possono definire come dei romanzi di ricerca?

“Sirene” e “La ragazza selvaggia” si possono definire così. Oggi il romanzo è un po’ ovunque, è la forma editoriale dominante. Io del romanzo amo proprio il suo lato romanzesco ma non nel senso dell’artificiale o della coincidenza improbabile bensì dell’elemento d’avventura. Del romanzo mi piace il fatto di essere uno strumento che consente di porre delle domande che sono quelle che il nostro tempo inizia a suggerirci. Oggi il romanzo di ricerca è sicuramente minoritario perché perturbante e perché trasforma ciò che è familiare in qualcosa di lontano e di estraneo.

Per concludere questa bellissima chiacchierata ho chiesto a Laura Pugno qual è oggi il senso del suo scrivere e devo dire che la sua risposta mi ha emozionato molto. Se volete scoprirlo anche voi e accedere a questa intervista nella versione integrale, vi consiglio di ascoltare subito questo episodio.

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes e Spreaker

Scopri il segreto degli scrittori

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