Lavoro sulla voce dei personaggi affinché sia credibile, coerente e rispettosa – Sandro Campani


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Per questo nuovo episodio di Periscritto ho incontrato lo scrittore Sandro Campani. Dopo il suo esordio con il libroÈ dolcissimo non appartenerti più” (Playground 2005), quest’anno è stato pubblicato il suo ultimo romanzo che s’intitola “Il giro del miele” (Einaudi 2017).

Le storie che racconta Sandro Campani nascono sempre dai luoghi dei quali inizialmente rimane affascinato e poi comincia piano piano a immaginare la vita che lì può svolgersi. In realtà la storia dalla quale è nato il suo ultimo romanzo ha a che fare con una lince che si vede anche sulla copertina del libro mentre emerge per metà da uno sfondo nero.

Sandro Campani conosce molto bene i personaggi che animano le sue storie. Sa tutto di loro. Sa cosa pensano e che cosa vogliono perché si è dedicato a loro con cura fino al punto di sapere esattamente quando non vogliono parlare e preferiscono esprimersi con i gesti.

Per questo motivo lavora molto sulla voce dei personaggi per fare in modo che questa sia credibile, coerente e rispettosa di quello che ognuno di loro vuole dire o non dire e si lascia proprio portare dal personaggio fino al punto di permettergli di prendere lui il sopravvento.

Di questa chiacchierata mi è piaciuto molto anche quello che Sandro Campani mi ha detto a proposito del momento in cui lo scrittore capisce che deve raccontare proprio quella storia che gli frulla da un po’ per la mente.

La cosa bella che capita ad uno scrittore è quando capisce di avere a che fare con un romanzo. Voglio dire che questo accade nel momento in cui hai una idea in testa che comincia a strutturarsi e inizi a guardare tutto quello che ti sta intorno e a portarlo dentro a questa idea. Qualsiasi cosa ti succeda come una persona che passa per la strada, un oggetto che prendi in mano o una persona che ti dice una cosa interessante, tu la direzioni immediatamente verso quella idea. A questo punto sai che fino a quando non avrai scritto quella storia non potrai pensare ad altro.

Assieme a Sandro Campani ho parlato anche di editing che per lui è una fase della scrittura molto faticosa ma anche molto formativa. Secondo lui l’editing è quella particolare forma di scrittura che è ancora più bella di quella che si fa inizialmente da soli, perché hai la possibilità di farla con un occhio esterno. Per scoprire di più su Sandro Campani e il suo mondo di storie vi consiglio di ascoltare questa intervista.

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes o Spreaker

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