Il grande potere della narrazione

In questa puntata di Periscritto ho pensato di condividere con voi la mia partecipazione al V Convegno Nazionale di Storytelling organizzato dall’Osservatorio Storytelling dell’Università di Pavia, lo scorso 25 novembre a Milano.

Il titolo di questo convegno era “The Narrative Age: sai come orientarti?” e questa è stata per me una esperienza molto interessante e utile. Mi ha resa più consapevole rispetto al grande potere della narrazione della quale oggi c’è tanto bisogno.

narrability

Avete sentito parlare di post-truth? Recentemente l’Oxford Dictionary ha riconosciuto questo termine, la post-verità, come parola dell’anno. Si tratta di una verità che viene accettata mettendo da parte la razionalità. In poche parole oggi non contano più i fatti, non conta ciò che è ma ciò che si racconta o che si vuol far credere. Su questo tema si è espresso Roberto Mordacci (Preside della Facoltà di Filosofia – Università San Raffaele di Milano).

Nella post-verità c’è bisogno di narrazione, di senso, di creare significati e in questo ci possono aiutare le storie ma anche la musica. Lo sapete che le storie e la musica sono fatti sociali totali? Lo ha detto Leonardo Menegola (Docente e ricercatore di Antropologia psicologica presso IES – Università Cattolica di Milano) con un intervento sull’atto del narrare in una prospettiva antropologica.

Stiamo dunque vivendo nella post-verità che coincide però anche con l’era digitale. Questa è una era poliedrica e sfaccettata nella quale oltre alla tecnica e alla tecnologia sarebbe auspicabile possedere anche una cultura digitale.

Per sostenere l’importanza di questo concetto è intervenuta Maria Grazia Mattei che ha illustrato il progetto “Meet the Media Guru” che da 11 anni mette a confronto intellettuali, professionisti ed esperti del digitale per aiutarci a comprendere quello che sta capitando attorno a noi.

Di digitalizzazione e interpretazione dei big data si è occupato invece Daniele Orzati che ha moderato una conversazione tra Fabio Florio (Manager of Business Development in Cisco), Ivan Mazzoleni (Digital Transformation Leader in Microsoft) e Giulio Lughi (Professore di Media Digitali all’Università di Torino).

Gli effetti positivi dello storytelling si possono toccare con mano in settori particolari come l’advertising e il mondo del lavoro.

Di narrazione nella comunicazione pubblicitaria ha parlato Paolo Iabichino (Chief Creative Officer in Ogilvy&Mather Italy) il quale ha affermato che lo storytelling ha permesso negli ultimi anni di riscattare il mestiere della pubblicità che aveva perso smalto e carisma. Che cos’è lo storytelling in comunicazione? Secondo Paolo Iabichino è intercettare le tensioni culturali, annetterle ai propri racconti e metterle in scena in un modo straordinario attraverso cui le persone si possano riconoscere.

Molto interessante è stato poi il confronto sui nuovi bisogni di senso nel mondo del lavoro ideato e gestito da Anna Traini (Socio operativo dell’Osservatorio Storytelling, docente ed esperta di corporate storytelling).

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Oltre ad Alessandra Cosso (Docente di Dinamiche Psicosociali nei Racconti Organizzativi al Master MUST – Università di Pavia), Alessandro Lotto (Temporary Manager e Consigliere di Leading Network) e Daniela Aleggiani (Brand and Corporate Communications in 3M Italia) è intervenuta su questo argomento Moira Masper (vice presidente di AssoChange) che ha parlato del progettoSicuri per mestiere” che ha utilizzato la narrazione per costruire un nuovo significato di sicurezza nei cantieri edili.

L’ultima parte del convegno è stata dedicata al ruolo degli intellettuali oggi e alla geo-politica. Federico Sicurella (Docente di Analisi del discorso all’Università di Roma Tor Vergata) ha sottolineato il fatto che oggi noi abbiamo bisogno di intellettuali e a sostegno della sua tesi ha citato l’opera “Il castello” di Jorge Mendez Blake.

Si tratta di una installazione realizzata da questo giovane artista messicano che ha messo in evidenza come un singolo libro, nello specifico e non a caso “Il castello” di Franz Kafka, possa far sorgere delle crepe in un muro di mattoni. Gli intellettuali non hanno un peso politico però possono scrivere e parlare e dunque anche far tremare i muri.

Ricapitolando sappiamo ora che nell’epoca contemporanea abbiamo bisogno della narrazione ma c’è anche un secondo aspetto da considerare e di questo ha parlato Andrea Fontana (Docente di Storytelling e Narrazione d’Impresa all’Università di Pavia). La narrazione viene anche utilizzata come dispositivo di costruzione della realtà per creare per esempio il consenso o il dissenso di un popolo attraverso una operazione psicologica.

Secondo Andrea Fontana oggi le abilità narrative diventano indispensabili in una duplice accezione cioè di lettura del reale ma anche di produzione della realtà.

Ora però non voglio svelarvi troppe cose ma ho il piacere di ricordarvi che, a fine gennaio, sul sito web dell’Osservatorio Storytelling potrete trovare gli atti del convegno per approfondire tutti questi concetti che io vi ho sommariamente indicato. Per saperne di più vi consiglio di ascoltare questa puntata.

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes o Spreaker

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