La scrittura è musica e la musica per me coincide col linguaggio – Elena Varvello

L’intervista di questa settimana ha come protagonista Elena Varvello, una scrittrice che insegna anche “Racconto e Romanzo” alla Scuola Holden di Torino. Il suo ultimo romanzo che s’intitola “La vita felice” è stato pubblicato quest’anno da Einaudi. Si tratta di una storia molto toccante attraverso la quale l’autrice riflette su che cosa significa essere felici ma anche sulla compassione e sul perdono.

Per scrivere questo romanzo Elena Varvello ha impiegato sei anni. Tutto è cominciato dalla visione di un personaggio, Elia, che si è manifestato nella sua vita più volte diventando quasi una ossessione, fino al punto di farle capire che la sua storia doveva essere raccontata. È stato un lavoro lungo e faticoso e a proposito del tempo della scrittura lei si esprime così:

Il tempo della scrittura è un tempo imprevedibile e non bisogna avvertire dentro di sé l’ansia di concludere per pubblicare. Si scrive e basta. La scrittura è solo la prima tappa del viaggio perché poi c’è anche la riscrittura. Questo per me è il momento più emozionante durante il quale lo scrittore fa i conti col proprio linguaggio e con la propria voce ed è anche il momento in cui questa voce diventa riconoscibile.

Mi ha emozionato molto quello che mi ha detto Elena Varvello a proposito della musica. Per lei la scrittura è musica e la musica coincide col linguaggio. Quando si scrive, mi ha detto, c’è qualcosa che si vuole dire in un modo particolare e “quel modo” è ritmo e anche musica.

A proposito del linguaggio ho chiesto ad Elena Varvello come si fa a capire qual è il linguaggio giusto per dare voce alla storia che si vuole raccontare. Lei mi ha risposto che non c’è un modo specifico e che ogni scrittore dovrebbe trovare il suo. La scrittura secondo Elena Varvello è un processo di trascrizione di un qualche cosa che ti ossessiona e che senti il bisogno di mettere per iscritto e qual è lo strumento che permette di farlo? Il linguaggio.

Grazie al linguaggio possiamo tradurre quella visione che ci ossessiona e che sentiamo la necessità di raccontare. Bisogna però ricordarsi che quando scriviamo non dobbiamo dimostrare niente a nessuno e nemmeno guadagnare il palcoscenico. Cesare Pavese diceva che la scrittura è un dialogo e non un monologo; noi dobbiamo raccontare una storia ma nel momento in cui dovessimo percepire in questo un autocompiacimento, facciamo un passo indietro perché è lì che che il dialogo finisce e comincia il monologo.

Se vi piace scrivere ma volete imparare come si fa, volete conoscere come si dovrebbe raccontare una storia che sia narrativamente vera o imparare ad essere dei bravi traduttori di storie, vi segnalo che Elena Varvello tiene anche un corso di scrittura molto interessante e utile sul sito www.hounlibrointesta.it.

Per scoprire i consigli di Elena Varvello per gli aspiranti scrittori e approfondire i temi che ho appena citato, vi consiglio di ascoltare questa intervista.

Ascolta questo episodio in podcast su iTunes o Spreaker

Scopri il segreto degli scrittori

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...