Ghostwriter: definizione e significato

Non si scrive solo per passione. Può essere necessario scrivere, per esempio, perché lo richiede la propria professione o il proprio ruolo sociale, ma non tutti ne sono capaci o semplicemente non hanno il tempo per farlo.

Come fare allora in questi casi?  Che tu sia una persona fisica o un’azienda, indipendentemente dalla motivazione e dal tipo di contenuto da realizzare, esiste un professionista che può farlo al posto tuo consentendoti di avere la paternità dell’opera.

Sto parlando del ghostwriter, letteralmente “scrittore fantasma”, noto anche come “scrittore ombra” o “scrittore su commissione”.  Attraverso questo articolo cercherò di guidarti alla scoperta di questa figura professionale.

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Il ghostwriter è un professionista della scrittura su commissione che realizza un’opera scritta, su incarico di un’altra persona, in cambio di un compenso economico.

Questa professione è molto diffusa nei paesi anglosassoni dove è riconosciuta e solitamente anche ben retribuita. In Italia, come spesso accade, siamo ancora molto lontani da questo e, giuridicamente, il ghostwriting viene considerato come una forma di “plagio autorizzato” privo di regolamentazione e tutela.

Nella pratica funziona così:

  • il cliente commissiona al ghostwriter la realizzazione di un’opera scritta originale;
  • il ghostwriter svolgerà questo incarico attraverso una prestazione d’opera che gli verrà retribuita come da accordi, ma che di fatto cancella la sua proprietà intellettuale;
  • il cliente sarà il titolare dei diritti d’autore dell’opera, potrà vantarne la paternità  e farne liberamente uso.

Che cosa scrive un ghostwriter? A seconda del tipo di cliente che a lui si rivolge, possiamo distinguere tra:

  • testi di natura letteraria o artistica (romanzi, racconti, sceneggiature, testi musicali, saggi, biografie ecc.);
  • testi di natura pragmatica (discorsi pubblici, articoli, recensioni, comunicati stampa, relazioni tecniche ecc.);
  • testi di natura commerciale (contenuti per siti web o blog aziendali, newsletter, monografie aziendali, descrizione di prodotti o servizi ecc.).

Il ghostwriter può lavorare anche su contenuti già esistenti come editor o correttore di bozze ma, nella maggior parte dei casi, si misura con la realizzazione di testi inediti.

Potrà lavorare da solo o in partnership con il committente. In quest’ultimo caso, quando l’opera sarà ultimata, potrà essere indicato come coautore o al massimo menzionato nei ringraziamenti. Nella maggior parte dei casi resta però sconosciuto, un “fantasma” a tutti gli effetti.

Un ghostwriter è prima di tutto un bravo scrittore capace di partire da una bozza di poche pagine, da qualche foglio di appunti o semplicemente da una idea o un racconto  e realizzare un’opera originale e di qualità.

A parte la capacità di scrittura, quali altre caratteristiche fanno di un ghostwriter un professionista capace? Un ghostwriter fondamentalmente deve essere:

  • un abile ricercatore per trattare anche argomenti che non conosce;
  • un bravo organizzatore e pianificatore;
  • dotato di buone capacità di adattamento e spirito di sacrificio;
  • capace di ascoltare e di comunicare;
  • caratterialmente empatico, paziente, sensibile e con buona elasticità mentale.

Questo non è sicuramente un mestiere facile. Il ghostwriter deve essere in grado di plasmare il suo stile di scrittura dando voce al suo committente in modo che, quando qualcuno leggerà l’opera finale, la associ in maniera naturale a chi ha la paternità dell’opera stessa.

Parte integrante del successo di questo lavoro è il rapporto che si instaura tra il ghostwriter e il suo cliente, che dovrà fondarsi sulla fiducia e che andrà gestito con attenzione e delicatezza.

Conta molto anche l’esperienza e una grande passione per la scrittura la quale, in un certo senso, porta il ghostwriter  a rinunciare agli onori e alla gloria, pur svolgendo un lavoro che è considerato una forma d’arte, in cambio di una retribuzione.

Andrew Crofts, scrittore e ghostwriter inglese tra i più famosi e pagati al mondo, alla domanda del giornalista Antonello Guerrera: “Come trova l’ispirazione per un libro che ha concepito qualcun altro?” risponde così:

“Il ghostwriting è come il giornalismo. Hai una storia e la racconti come meglio credi. La cosa più importante per un ghostwriter è sopprimere i propri pensieri, sentimenti, opinioni. É guardare il mondo con gli occhi di un altro ossia l’autore del libro”.

Ti consiglio di leggere questa intervista (Crofts: “Sono il re dei bestseller ma rimango un fantasma”) pubblicata su Repubblica.it.

Avere la possibilità di rivolgersi ad un ghostwriter può essere dunque una grande opportunità non solo per le persone ma anche per le aziende e in generale per chiunque abbia il bisogno o la necessità di scrivere ma non ha le capacità o le competenze per farlo.

Anche se come dicevo prima la professione del ghostwriter è priva di una regolamentazione specifica, è bene che il rapporto col cliente venga gestito sulla base di un contratto tra le parti. Chiedendoti di firmare un contratto a tutela di entrambi, il ghostwriter darà una ulteriore dimostrazione di professionalità.

Pensi di rivolgerti a un ghostwriter per un tuo progetto editoriale o per la comunicazione della tua azienda oppure sei attratto da questa professione e vorresti imparare? Sarò felice se mi contatterai  al mio indirizzo marzia.tomasin@periscritto.it per condividere con me la tua idea o il tuo progetto.

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